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Lula vince il quarto mandato, mentre il divieto di scommesse in Brasile attende il vaglio della Corte e del Congresso
Il Tribunale superiore elettorale brasiliano ha proclamato la rielezione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva il 25 ottobre 2026, chiudendo la contesa presidenziale mentre il divieto delle scommesse a quota fissa, da lui firmato il 25 settembre 2026, è contestato dinanzi alla Corte suprema federale e attende l’esame di una commissione parlamentare non ancora insediata, con una scadenza per la deliberazione fissata al 23 novembre 2026.
Il presidente della Corte, Kassio Nunes Marques, ha annunciato il risultato definitivo del secondo turno: Lula, del PT, ha ottenuto 64.256.232 voti, pari al 51,79 per cento dei voti validi, contro i 59.826.041 voti, pari al 48,21 per cento, di Flávio Bolsonaro, del PL, secondo quanto annunciato dalla Corte. Un verbale del Senato relativo alla proclamazione, pubblicato alle 22:40 ora di Brasilia, dichiara che Lula è stato rieletto per un quarto mandato, dal 2027 al 2030.
La Corte ha riferito che gli elettori aventi diritto erano più di 158 milioni e che 128,2 milioni hanno votato, con un’astensione intorno al 19,2 per cento, inferiore al 21,08 per cento registrato al primo turno. Un’ingiunzione della Corte suprema federale ha prorogato le votazioni dalle 17:00 alle 19:00, ora di Brasilia, nelle sezioni ancora aperte; poiché la decisione è arrivata dopo le 17:00, migliaia di macchine per il voto avevano già chiuso e non potevano essere riaperte, e la Corte elettorale ha sospeso temporaneamente la ricezione dei bollettini di voto. Delle 499.248 macchine per il voto utilizzate al ballottaggio, 1.551, pari allo 0,31 per cento, sono state sostituite.
La misura e i 30 giorni per concludere le attività
Lula ha firmato la Misura provvisoria 1.394 il 25 settembre 2026; il testo è stato pubblicato in un’edizione straordinaria del Diário Oficial da União ed è entrato in vigore al momento della pubblicazione. La misura ha vietato in tutto il Paese l’esercizio, l’offerta, l’intermediazione e la pubblicità delle scommesse a quota fissa, sia in forma fisica sia virtuale, anche da parte di operatori con sede all’estero che offrono scommesse a persone che si trovano in Brasile. Il divieto riguarda le scommesse su eventi sportivi reali e sui giochi online e non si estende alle altre forme di lotteria autorizzate dalla legge.
La misura ha estinto le autorizzazioni federali, statali e del Distretto Federale 30 giorni dopo la pubblicazione; la sezione stampa della Corte suprema federale ha indicato come data il 25 ottobre 2026. Si tratta di una decisione di interesse pubblico che non dà diritto al rimborso del corrispettivo della concessione né a un indennizzo. La misura ha vietato il rilascio di nuove autorizzazioni dalla data di pubblicazione, rendendo prive di oggetto le domande ancora in attesa di decisione a quella data, e prevede una sanzione giornaliera di 200.000 R$ per gli operatori che non rispettano gli obblighi di rimborso e rendicontazione previsti per la fase di transizione.
Nel resoconto della firma, il Ministero della Salute ha dichiarato che erano state concesse 85 autorizzazioni, ossia le concessioni onerose per l’esercizio delle scommesse a quota fissa, ciascuna del valore di 30 milioni di R$, per un totale di 2,55 miliardi di R$ versati dalle aziende durante la procedura di concessione. Il calendario pubblicato dal governo concedeva agli scommettitori fino al 5 ottobre 2026 per prelevare volontariamente i saldi, ha disposto la messa fuori servizio dei siti e delle app di scommesse a partire dal 6 ottobre, ha richiesto agli operatori di comunicare i saldi residui agli istituti finanziari il 7 e l’8 ottobre e alle banche di rimborsare gli scommettitori tra il 9 e il 14 ottobre; gli eventuali saldi non rimborsabili sarebbero stati trasferiti a Caixa Econômica Federal a partire dal 14 ottobre.
La misura vieta inoltre la pubblicità e la sponsorizzazione delle scommesse su qualsiasi mezzo e considera le violazioni pubblicità abusiva ai sensi del Codice di tutela dei consumatori. Vieta agli istituti finanziari e di pagamento di elaborare transazioni relative alle scommesse, in conformità con le norme della Banca centrale, prevede il blocco dei siti web tramite l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni Anatel e il comitato direttivo brasiliano di Internet, e istituisce un comitato interistituzionale per l’applicazione delle norme coordinato dalla Casa Civil.
Le contestazioni dinanzi alla Corte suprema federale
L’Associação Nacional pela Segurança Jurídica dos Jogos e Apostas, nota come Anseja, ha presentato un’azione diretta di incostituzionalità chiedendo la sospensione integrale della misura e ha domandato che, per prevenzione, la causa fosse assegnata al giudice Luiz Fux, relatore di altre azioni riguardanti il quadro normativo sulle scommesse, ha riferito la sezione stampa della Corte il 28 settembre 2026. L’azione diretta di incostituzionalità è la procedura per contestare dinanzi alla Corte la validità di una norma.
L’associazione sostiene che la misura sia stata emanata senza l’urgenza richiesta dalla Costituzione, disciplini materie che non possono essere regolate con una misura provvisoria, sia priva di una stima dell’impatto finanziario e di bilancio e violi la certezza del diritto, la libera iniziativa economica e il patto federativo. In via subordinata, chiede un periodo di transizione di almeno 180 giorni e che il blocco dei siti e la perdita dei fondi siano subordinati a una decisione giudiziaria.
L’Associação Nacional de Jogos e Loterias ha presentato un’azione distinta, chiedendo anch’essa la sospensione e domandando che la Corte dichiari costituzionali le disposizioni delle leggi del 2018 e del 2023 — il capitolo V della legge 13.756/2018 e la legge 14.790/2023 — che costituiscono il quadro normativo delle scommesse a quota fissa. L’associazione e l’Instituto Brasileiro de Jogo Responsável, ammessi come amici curiae in una precedente causa già pendente dinanzi alla Corte e riguardante il quadro normativo, hanno chiesto alla Corte di tenere conto, nel riunire e giudicare le cause relative al settore, del fatto che la nuova misura sospende l’efficacia del quadro normativo oggetto di esame in quella causa.
Commissione in attesa di insediamento mentre si avvicinano le scadenze di novembre
L’Ufficio di presidenza del Congresso, l’organo direttivo del Congresso nazionale, ha designato la commissione mista incaricata del provvedimento il 30 settembre 2026 e ha prorogato al 13 ottobre 2026, sei giorni dopo le elezioni generali, il termine per la presentazione degli emendamenti, secondo la pagina ufficiale di monitoraggio del provvedimento. I parlamentari hanno presentato 99 emendamenti, pubblicati nel Diário do Congresso Nacional il 15 ottobre 2026; cinque sono stati ritirati dai rispettivi autori il 14 ottobre 2026.
La pagina sulla composizione della commissione, aggiornata al 26 ottobre 2026, elenca senatori e deputati effettivi e supplenti dei diversi gruppi parlamentari; diversi seggi dei supplenti risultano vacanti e non risulta nominato alcun presidente o relatore. La pagina di monitoraggio indica che il provvedimento è in attesa dell’insediamento della commissione.
Tra i 99 emendamenti presentati, una proposta del senatore Dr. Hiran (PP/RR), indicato come membro effettivo della commissione, vieterebbe il Tigrinho e gli altri giochi d’azzardo e consentirebbe soltanto scommesse su eventi sportivi reali, mantenendo il divieto di pubblicità. Altre proposte presentate vieterebbero ai beneficiari di trasferimenti di reddito federali, come Bolsa Família, di scommettere e destinerebbero i fondi provenienti da imposte, multe e sanzioni legate alle scommesse irregolari agli interventi del Ministero della Salute sui disturbi da gioco d’azzardo nell’ambito del sistema sanitario pubblico.
Secondo il calendario pubblicato dall’Ufficio di presidenza del Congresso, il periodo per l’esame del provvedimento va dal 25 settembre al 23 novembre 2026. Dal 9 novembre 2026, il provvedimento entra nel regime d’urgenza, bloccando i lavori parlamentari fino al voto. La commissione mista deve presentare la propria relazione prima che il provvedimento venga sottoposto alle assemblee plenarie della Camera dei deputati e del Senato.











