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L’ASA accoglie il reclamo contro Optival per un annuncio sulle scommesse mostrato dopo una ricerca sull’autoesclusione
Il 28 ottobre 2026, l’Advertising Standards Authority ha pubblicato una decisione accogliendo un reclamo contro Optival Ltd, che opera con il nome bestbookiesandbettingsites.co.uk, in merito a un annuncio a pagamento sui motori di ricerca che promuoveva siti di scommesse ed era apparso dopo una ricerca con la frase «self exclusion bookies». L’autorità di regolamentazione ha stabilito che l’annuncio violava la norma sulla responsabilità sociale del CAP Code, il codice britannico per la pubblicità non radiotelevisiva e il marketing diretto e promozionale.
L’annuncio e il reclamo
L’ASA ha classificato il caso come pubblicità a pagamento sui motori di ricerca e ha registrato l’esito come «Reclamo accolto». L’annuncio, relativo al sito bestbookiesandbettingsites.co.uk, è stato visualizzato il 10 agosto 2026, dopo che un utente aveva inserito la ricerca «self exclusion bookies». Promuoveva siti di scommesse britannici e i bonus disponibili per i clienti che aprivano nuovi conti di scommesse.
La decisione riporta il testo integrale dell’annuncio:
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Un reclamante ha contestato la scelta del pubblico a cui era stato rivolto l’annuncio, ritenendola irresponsabile. L’ASA ha registrato un solo reclamo, non ha indicato alcuna agenzia responsabile dell’annuncio di cui fosse stata confermata l’identità e ha riportato l’indirizzo di Optival Ltd: 132a St. Pauls Road, Londra.
La risposta di Optival
Optival ha dichiarato di non aver mai scelto come target la frase «self exclusion bookies». La società ha affermato che, dopo aver ricevuto il reclamo, ha svolto un’analisi completa dei rapporti sui termini di ricerca e non ha trovato traccia di termini contenenti la frase «self exclusion» che avessero attivato la visualizzazione dei suoi annunci. Ha fornito uno screenshot di un rapporto sui termini di ricerca del proprio account Google Ads per dimostrare che, in nessuna delle sue campagne, erano stati trovati termini di ricerca corrispondenti.
La società ha dichiarato di mantenere elenchi dedicati di parole chiave a corrispondenza inversa, progettati per bloccare le ricerche relative all’autoesclusione, a GamStop e al gioco d’azzardo problematico. Poiché l’annuncio visto dal reclamante non risultava nei suoi rapporti sui termini di ricerca, Optival ha affermato di ritenere che si fosse trattato di un episodio isolato, rimasto al di sotto delle soglie di segnalazione della piattaforma e dovuto alla corrispondenza automatica delle query da parte della piattaforma, anziché a parole chiave selezionate dalla società. La società ha dichiarato che avrebbe rafforzato ulteriormente le misure di protezione ampliando le esclusioni delle parole chiave a corrispondenza inversa, così da impedire automaticamente a tutte le campagne attuali e future di essere visualizzate in risposta a ricerche relative all’autoesclusione e a termini simili.
La valutazione dell’ASA
L’ASA ha accolto il reclamo. Ha ritenuto che chi cercava la frase «self exclusion bookies» probabilmente fosse alla ricerca di informazioni, consigli e supporto su come evitare di esporsi ai servizi di gioco d’azzardo. Secondo l’autorità di regolamentazione, tra queste persone potevano esserci soggetti vulnerabili intenzionati a gestire o ridurre la propria esposizione alle pubblicità sul gioco d’azzardo e il proprio coinvolgimento con esse. In tale contesto, l’ASA ha ritenuto inappropriato che, in risposta a quella ricerca, comparisse un annuncio che promuoveva siti di scommesse online e offriva bonus di benvenuto.
L’ASA ha osservato che bestbookiesandbettingsites.co.uk gestiva un sito affiliato di comparazione, anziché offrire direttamente servizi di gioco d’azzardo, ma ha ritenuto che l’annuncio avesse l’effetto di promuovere siti di scommesse online e bookmaker. Ha inoltre rilevato che il CAP Code impone agli annunci sul gioco d’azzardo di tenere in particolare considerazione la necessità di proteggere le persone vulnerabili da danni o sfruttamento. L’autorità di regolamentazione ha affermato di aspettarsi che gli operatori che pubblicano annunci per servizi legati al gioco d’azzardo adottino controlli estremamente rigorosi per impedire che i loro annunci siano rivolti a un pubblico inappropriato, dato il potenziale rischio di danni considerevoli per i consumatori vulnerabili.
L’autorità di regolamentazione ha preso atto degli elenchi di parole chiave a corrispondenza inversa della società e ha accolto con favore l’impegno ad ampliarli. Ha tuttavia ritenuto che, considerato il potenziale danno per i consumatori, fossero già necessarie misure rigorose. Poiché l’annuncio era apparso in risposta a un termine di ricerca che indicava chiaramente l’intenzione del consumatore di ridurre la propria esposizione ai contenuti sul gioco d’azzardo, l’ASA ha ritenuto che, al momento della visualizzazione, i controlli adottati dalla società per definire il pubblico degli annunci non fossero abbastanza rigorosi da impedirne la comparsa davanti a consumatori potenzialmente vulnerabili. Ha concluso che era molto probabile che l’annuncio fosse stato mostrato a consumatori vulnerabili intenzionati ad autoescludersi dai servizi e dagli annunci sul gioco d’azzardo o a ridurre la propria esposizione a essi, e che non fosse stato rivolto al pubblico in modo responsabile.
L’ASA ha stabilito che l’annuncio violava la norma 1.3 del CAP Code (edizione 12), la disposizione del codice sulla responsabilità sociale. La norma 1.3, che fa parte della sezione generale del codice, afferma: «Le comunicazioni commerciali devono essere predisposte con senso di responsabilità nei confronti dei consumatori e della società».
Decisioni correlate e provvedimento richiesto
La pagina della decisione elenca tre provvedimenti correlati in materia di gioco d’azzardo: HRY Games, reclamo accolto il 14 ottobre 2026; Dribble Media Ltd, reclamo accolto il 16 settembre 2026; e White Hat Gaming Ltd, reclamo respinto il 16 settembre 2026.
L’ASA ha disposto che l’annuncio non venga più mostrato in risposta alla ricerca «self exclusion bookies» e ha chiesto a Optival Ltd di garantire che i propri annunci sui motori di ricerca siano rivolti al pubblico in modo responsabile.











