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L’autorità spagnola per il gioco d’azzardo avvia una seconda consultazione sul rilevamento dei rischi
L’autorità spagnola per il gioco d’azzardo, la Dirección General de Ordenación del Juego (DGOJ), ha avviato una seconda procedura di partecipazione pubblica il 13 ottobre 2026, sulla sua bozza di risoluzione che approva un meccanismo comune obbligatorio per rilevare i comportamenti di gioco a rischio; le osservazioni potranno essere presentate dal 14 al 22 ottobre 2026.
L’accordo di avvio della procedura è stato firmato il 9 ottobre 2026 dal direttore generale Mikel Arana Echezarreta. Stabilisce un termine di sette giorni lavorativi per la presentazione delle osservazioni, dal 14 al 22 ottobre 2026 compresi, e prevede che l’accordo e i documenti del procedimento restino pubblicati sul portale dell’autorità di regolamentazione dal 13 al 22 ottobre 2026. I contributi devono essere inviati via e-mail alla Subdirección General de Regulación del Juego all’indirizzo [email protected], indicando nell’oggetto la seconda procedura di partecipazione pubblica sul meccanismo di rilevamento dei comportamenti a rischio. L’avvio sarà comunicato agli operatori, alle associazioni, alle organizzazioni, agli enti e alle persone fisiche che hanno presentato osservazioni durante la prima fase.
Sono pubblicati per la consultazione il testo consolidato della bozza di risoluzione e i relativi allegati, una memoria accompagnatoria aggiornata, la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e una nota esplicativa delle modifiche introdotte rispetto alla prima consultazione. L’accordo giustifica la riduzione dei termini con il carattere aggiuntivo della procedura, la precedente consultazione completa, la conoscenza del progetto già acquisita dai destinatari e la pubblicazione di un testo consolidato e di una nota che individua le modifiche.
Modifiche successive alla relazione sulla protezione dei dati
La seconda fase fa seguito alla relazione 015/2026, emessa il 15 giugno 2026 dall’Agencia Española de Protección de Datos, l’autorità spagnola per la protezione dei dati. Alla luce delle sue osservazioni, la DGOJ ha rivisto la bozza e la relativa documentazione per rafforzare la giustificazione del trattamento dei dati personali e le garanzie applicabili alla sua attuazione da parte degli operatori, secondo la nota esplicativa dell’autorità di regolamentazione.
Le modifiche comprendono una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati redatta ai sensi del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR); ciascun operatore dovrà documentare i dettagli della propria attuazione e valutare separatamente eventuali operazioni aggiuntive o modificate. Il progetto delimita ora un insieme chiuso di dati, ricavati dall’attività svolta sulla piattaforma dell’operatore, ed esclude fonti esterne, dati clinici, questionari, comunicazioni personali e altre informazioni non necessarie ai fini della regolamentazione. L’unico scopo della classificazione è attivare, mantenere e revocare le misure di gioco responsabile previste dalla normativa; è vietato utilizzare i dati, le variabili calcolate o la classificazione per finalità commerciali, promozionali, pubblicitarie, di segmentazione, redditività, solvibilità o rischio commerciale. Il trattamento deve inoltre essere separato, sul piano funzionale e logico, dagli altri trattamenti e l’accesso deve essere limitato al personale autorizzato.
Le modifiche ampliano inoltre le informazioni da fornire ai giocatori classificati, introducono una procedura di revisione e correzione degli errori presso l’operatore, seguita dalla possibilità di presentare un reclamo alla DGOJ, e aggiungono una valutazione periodica dell’autorità di regolamentazione sull’efficacia, l’omogeneità e la corretta applicazione del meccanismo. L’accordo afferma che le modifiche non alterano lo scopo né gli elementi essenziali del meccanismo, ma incidono su aspetti della sua applicazione e sulle garanzie riconosciute ai partecipanti; per questo è stata ritenuta opportuna una nuova consultazione pubblica. La nuova procedura si aggiunge alla prima ed è rivolta principalmente alla raccolta di osservazioni sulle modifiche introdotte.
Il meccanismo comune obbligatorio
La bozza di risoluzione approva un meccanismo comune di rilevamento, il cui utilizzo è obbligatorio per tutti gli operatori sottoposti alla vigilanza della DGOJ e che si applica a ogni tipologia di gioco offerta. Gli operatori possono mantenere meccanismi e protocolli complementari, purché non disapplichino, sostituiscano o modifichino il meccanismo comune. I giocatori classificati come a rischio sono soggetti alle misure di protezione previste dal Regio decreto 176/2023, la normativa del 2023 che sviluppa ambienti di gioco più sicuri: interazione specifica e continuativa da parte del team dell’operatore responsabile del gioco sicuro, divieto di promozioni, esclusione dai servizi VIP, restrizioni pubblicitarie e limitazione dei metodi di pagamento a strumenti nominativi, con esclusione delle carte di credito. La classificazione non può essere utilizzata da sola per adottare altre decisioni e qualsiasi misura di protezione aggiuntiva deve essere definita in anticipo nel protocollo d’intervento dell’operatore, sulla base di criteri oggettivi, predeterminati e pubblicamente noti.
Gli operatori devono informare i giocatori classificati della data della classificazione e del periodo di attività preso in considerazione, dei fattori che hanno contribuito maggiormente alla classificazione, espressi in modo chiaro e semplice anziché tramite un semplice punteggio o una soglia, delle misure applicabili, con la relativa portata e durata, delle condizioni per revocarle, della natura regolamentare e non clinica della classificazione, nonché dei loro diritti di revisione e di reclamo. La revisione si articola su due livelli: dapprima presso l’operatore, per verificare l’accuratezza dei dati, il calcolo delle variabili e l’applicazione delle regole e delle misure; successivamente, mediante reclamo alla DGOJ. Nessuna delle due procedure sospende la classificazione o le relative misure. La DGOJ valuterà periodicamente il funzionamento del meccanismo e potrà promuovere aggiornamenti delle sue variabili, regole, parametri o soglie. La risoluzione entrerebbe in vigore due mesi dopo la pubblicazione nel Boletín Oficial del Estado, la gazzetta ufficiale dello Stato.
In base agli allegati alla bozza, ciascun operatore applica il meccanismo ogni mese, entro i primi sette giorni di calendario, su tutti i conti di gioco, valutando l’attività nel corso di un periodo di riferimento di 183 giorni che termina l’ultimo giorno di calendario del mese. L’applicazione si articola in quattro fasi. I giocatori sporadici sono esentati e considerati non a rischio: rientrano in questa categoria coloro che hanno effettuato meno di due depositi, registrato meno di due giorni di attività oppure effettuato meno di dieci scommesse e, nel periodo, meno di cinque sessioni, tornei di poker o giocate alla lotteria. I giocatori che soddisfano una regola di rischio diretto definita, basata su una formula lineare con quattro variabili (F01, F02, F04 e F10) relative ai giorni di attività, al risultato netto per giorno attivo, agli importi scommessi per giorno attivo e ai depositi per giorno attivo, vengono segnalati automaticamente. Per gli altri giocatori, l’operatore estrae le variabili del modello ed esegue quello fornito dalla DGOJ; i giocatori per i quali la probabilità prevista raggiunge o supera la soglia di 0.3312868 vengono classificati come a rischio.
Il modello è un modello ad alberi decisionali XGBoost, preaddestrato dalla DGOJ e distribuito agli operatori in formato JSON. Le sue variabili, numerate da F00 a F47, riguardano depositi, prelievi, prelievi annullati, importi scommessi, durata delle sessioni, tipologia di prodotti, fasce orarie di gioco, categorie di metodi di pagamento, autoesclusioni negli ultimi quattro anni e casi in cui il saldo scende sotto i due euro ed è seguito da un deposito. I giocatori segnalati devono essere sottoposti alle misure previste dal regio decreto per almeno sei mesi; la classificazione viene revocata se una successiva applicazione mensile rileva che il loro schema di gioco non presenta rischi e, in caso contrario, viene rinnovata per almeno altri sei mesi. Gli allegati propongono la metodologia di spiegabilità SHAP, affinché gli operatori possano individuare i fattori che hanno contribuito maggiormente a ciascuna classificazione.
Le prove alla base della proposta dell’autorità di regolamentazione
Un memorandum allegato, datato 10 ottobre 2026, riporta l’analisi della DGOJ dei protocolli di rilevamento comunicati da 55 operatori attivi negli ultimi quattro anni. Secondo l’autorità di regolamentazione, 16 operatori segnalano come a rischio meno dello 0,1% dei conti, 20 tra lo 0,1% e l’1%, nove tra l’1% e il 2% e 10 oltre il 2%; i tassi dei singoli operatori vanno dallo 0% al 13,6%. In 36 operatori, pari al 65,45%, viene rilevato meno dell’1% dei conti, mentre solo sei individuano oltre il 4%. La DGOJ ha affermato che i risultati dimostrano l’esistenza di gravi disparità nei livelli di protezione offerti agli utenti, a seconda dell’operatore con cui giocano.
Per elaborare il modello, l’autorità di regolamentazione ha firmato accordi di collaborazione con FEJAR e AZAJER, due associazioni di giocatori d’azzardo riabilitati, e con l’Hospital Universitario de Bellvitge, ottenendo accesso a 506 diagnosi mediche di persone curate per dipendenza dal gioco d’azzardo che avevano detenuto conti di gioco online registrati nel sistema interno di controllo della DGOJ. Le norme sull’anonimizzazione hanno ridotto il campione a 394 identità con dati validi a partire dal 1° gennaio 2021; dal database dei giocatori online è stato poi estratto un campione casuale di 3.456 identità, applicando la stima dell’11,4% di possibile gioco problematico ricavata dallo studio di prevalenza della DGOJ.
Il memorandum elenca quattro alternative prese in esame e respinte: mantenere la discrezionalità degli operatori sui criteri di rilevamento, adottare un modello interamente centralizzato gestito dalla DGOJ, introdurre un modello misto che lasciasse flessibilità agli operatori e ricorrere a sistemi basati sull’intelligenza artificiale. La soluzione scelta centralizza i criteri, le variabili, le regole, i parametri e le soglie, lasciando però a ciascun operatore l’applicazione del meccanismo.
Il progetto è stato sottoposto per la prima volta a consultazione pubblica dal 28 agosto al 25 settembre 2025. L’autorità di regolamentazione ha dichiarato che le osservazioni ricevute in quella fase riguardavano l’architettura del modello, il numero e la natura delle sue variabili, il periodo di attuazione, l’opportunità di una valutazione indipendente, i possibili criteri qualitativi e le alternative centralizzate o decentralizzate. Il memorandum elenca una relazione del delegato alla protezione dei dati del Ministero dei Diritti sociali, dei Consumatori e dell’Agenda 2030, datata 3 marzo 2026, la relazione di giugno dell’autorità per la protezione dei dati e la notifica della bozza alla Commissione europea nell’ambito della procedura UE di informazione sulle regolamentazioni tecniche, con un periodo di sospensione in scadenza il 16 marzo 2026; la relazione dell’Avvocatura dello Stato era ancora in attesa. È inoltre prevista una valutazione indipendente del meccanismo tramite un servizio di consulenza affidato mediante contratto. È possibile presentare osservazioni sulla bozza rivista fino al 22 ottobre 2026.











