Il meglio
I 5 migliori compagni di Resident Evil, in classifica
A parte Ashley, Capcom ha fatto un ottimo lavoro nel creare personaggi di supporto per Resident Evil. Forse non proprio negli ultimi tempi, visto che la serie sta tornando a puntare su un unico sopravvissuto. Ma qualche anno fa, soprattutto nel periodo d’oro del gioco cooperativo sul divano, Capcom affiancava questi personaggi a quasi tutte le campagne che lanciava.
Dunque, la domanda che ci poniamo ormai da parecchi anni è: qual è stato il miglior compagno in assoluto? Quali ci hanno dato manforte e quali hanno contribuito a malapena alla missione? Quali erano spugne per proiettili e quali crollavano al minimo soffio di vento? Bene, ripartiamo dall’inizio. Ecco, secondo noi, i migliori compagni di Resident Evil, in classifica.
5. Ashley

Accidenti, va bene. Togliamoci subito il pensiero e chiudiamola qui. Ashley. A essere del tutto sincero, non c’è molto altro che possa dirvi per rendere meno esasperante questa cosiddetta compagna. Eppure, per dare un po’ di sostanza alla classifica, suppongo che dovremmo piazzarla, non so, da qualche parte. E quel posto, naturalmente, è proprio in fondo alla classifica. Anzi, sul fondo dell’oceano.
In Resident Evil 4, Ashley non era soltanto un peso morto da trascinarsi dietro: era anche una pessima tiratrice quando si trattava di affrontare i nemici. E quando dico pessima tiratrice, intendo che non sapeva usare una pistola. Lanterne, forse, ma mai una pistola. Eppure, stranamente, sapeva guidare un bulldozer. Di sicuro è una combinazione di abilità bizzarra, ma del tutto inutile durante qualcosa di catastrofico come un’epidemia. Si capisce, quindi, perché non esitiamo a relegarla al quinto posto in classifica. Come dicevo: ci voleva qualcuno per riempire la lista.
4. Sheva

Per quanto mi piacerebbe davvero dire che Sheva mi abbia salvato la pelle più volte di quante riesca a contare durante la mia permanenza in Africa, in realtà finirei solo per raccontare una serie di bugie. E se, per qualche motivo, le spugne per proiettili senza cervello fondassero una setta, probabilmente Sheva ne sarebbe eletta leader. Scusa, Sheva.
La personalità c’era, così come l’intesa generale tra lei e Chris. Ma, a parte questo, non funzionava granché. Sheva si buttava davanti ai proiettili, ti aiutava di rado nei momenti difficili e riusciva davvero a farti perdere la pazienza, perché restava emotivamente apatica per tutta la durata del viaggio. Certo, era un passo avanti rispetto ad Ashley, forse persino di qualche affondo, al massimo, ma non bastava a lasciare il segno in una campagna relativamente breve.
3. Piers

Tra i compagni da manuale, con pochi o nessun tratto originale, Piers si aggiudica il platino. Anzi, sembrava quasi che Capcom avesse aperto il libro dei personaggi di supporto più stereotipati, indicato la prima pagina e deciso senza mezzi termini di copiare e incollare ogni singolo dettaglio, così com’era, dai paragrafi schematici. In poche parole, è così che Piers è stato creato e inserito in Resident Evil 6.
D’accordo, tecnicamente Piers non era un brutto personaggio. Certo, era il classico tipo alla G.I. Joe, ma non necessariamente un personaggio da scartare. In combattimento era abbastanza utile e dava anche una mano durante qualche scontro con i boss. Ma finiva lì. Dopo i titoli di coda, però, non riuscivo nemmeno a ricordarmi il suo nome, figuriamoci la sua storia. È semplicemente, non so, sparito senza lasciare traccia.
2. Helena

Un’altra compagna uscita direttamente dal ricettario di Resident Evil 6 è Helena, la fedele e fidata alleata di Leon. Ecco un personaggio che sa come pronunciare una frase memorabile. Forte, ben caratterizzata e ricca di ricordi intriganti, Helena offriva un po’ di tutto senza rubare la scena al protagonista. E anche qualcosa in più.
Oltre ad avere una storia d’origine piuttosto solida, Helena dimostrava grande compassione per gli obiettivi di Leon e per le difficoltà dell’umanità durante l’epidemia zombi. In combattimento se la cavava bene e ci dava sempre l’occasione di ottenere un vantaggio sugli avversari; inoltre, raramente si riduceva a una bambola di pezza che si agitava senza meta. Nel complesso, Helena era una valida risorsa al nostro fianco e un vero motivo d’orgoglio per il gruppo di personaggi di Resident Evil, difetti compresi.
1. Jake

Nei giochi come Resident Evil, le munizioni sono sempre state un problema. È irritante passare più tempo a spaccare casse in cerca di proiettili che a esplorare ogni angolo delle ambientazioni. Jake, invece, beh, prendeva a pugni le cose finché non morivano. Una tecnica semplice, ma incredibilmente efficace. E se pensi che sia stancante da guardare dopo qualche ora, ti sbagli.
Dopo aver arrancato nelle campagne di Leon e Chris, Jake fu una vera boccata d’aria fresca: portò con sé un nuovo arsenale e una personalità enigmatica, ricca di qualità discutibili. In combattimento era un assassino dal cuore di pietra, ma sul piano personale era un libro chiuso, disposto a svelare il proprio mondo alla persona giusta. O, in mancanza di quella, a chi offrisse il prezzo giusto. Mercenario o no, fu il compagno perfetto da avere al nostro fianco durante Resident Evil 6.
Allora, voi che ne pensate? In che ordine mettereste i compagni di Resident Evil? Fatecelo sapere sui nostri social, qui.











