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Anime a Sekiro: 5 giochi più duri di FromSoftware, classificati
Se ti sei mai trovato a sudare sulla pad, disperato di superare “solo un’altra battaglia” prima di smettere, allora probabilmente stavi giocando a un gioco creato direttamente dall’armadio delle atrocità di FromSoftware. Grazie a quei ragazzi, abbiamo dovuto abbracciare la morte più volte di quanto vorremmo per compensare. E con ogni nuova aggiunta al loro portfolio insanguinato, la curva di difficoltà aumenta solo e induce una determinazione doppia dentro di noi.
Per anni, abbiamo attraversato il sangue, il sudore e le lacrime, solo per raggiungere l’altra estremità della strada di mattoni gialli. Dalle lunghe battaglie con i boss senza alcun ritegno, ai nemici evasivi che fiancheggiano ogni nostro passo, FromSoftware ha un vero talento per accumulare sfide iperattive. Ma quale dei tanti giochi nel loro portafoglio si è rivelato il più crudele di tutti? Ebbene, analizziamolo. Ecco, a nostro parere, i cinque giochi di FromSoftware più duri, classificati.
5. Dark Souls 2
Come modo per indurre ancora più rabbia, mentre dava ai giocatori una possibilità di vincere, FromSoftware decise di sfruttare Souls creando un’altra fetta di pura follia. Fortunatamente, era solo metà gioco del primo Souls, il che significava che la sua gameplay era solo un po’ più perdonabile rispetto all’ultimo, e molto più fluida rispetto al terribile Demon’s Souls.
Comunque, un gioco Souls è, naturalmente, un gioco Souls, il che significa che nessuno vince mai veramente. Soffriamo solo per un certo numero di ore e poi, finalmente, capiamo come mettere un piede davanti all’altro senza pugnalarci nel petto. Dark Souls 2, sebbene sia una delle entrate più facili nel portafoglio, era comunque una bestia di un videogioco assoluto e conteneva ancora tutti gli ingredienti necessari per creare un’esperienza impegnativa. È solo che, beh, morivamo “solo” 2.876 volte, rispetto alle 3.019 delle altre partite.
4. Dark Souls
Dopo il successo globale di Demon’s Souls nel 2009, FromSoftware creò un nuovo e emozionante capitolo della serie Souls, cambiando efficacemente il volto del genere dei giochi di ruolo per sempre. Era difficile? Sì, lo era. Era soddisfacente? Beh, tecnicamente, dopo aver sofferto durante la prima partita, sì. Ci ha fatto voler tornare e rifarlo tutto daccapo? Ci scommetto.
Dark Souls fu l’inizio di una nuova era per i giganti dei giochi e un pretesto per amplificare la difficoltà nei giochi per il solo scopo di far arrabbiare i giocatori e renderli pronti alle sfide future. E funzionò. Dark Souls, con la sua struttura di gioco aperto e le battaglie senza tregua, si tradusse in un’esperienza fantastica. Un’esperienza che all’inizio odiavamo — ma che imparammo ad amare una volta che padroneggiavamo i meccanismi e i movimenti goffi.
3. Dark Souls 3
Dopo aver giocato relativamente in sicurezza con il giocatore in Dark Souls 2, FromSoftware improvvisamente fece una curva a U e guidò la serie direttamente su una scogliera, si schiantò in cima e poi buttò fuori il giocatore senza nemmeno un guanto di lattice per tenersi caldo. Fu allora che capimmo che Dark Souls era tornato e faceva ciò che faceva meglio. Da quel momento, le sfide si intensificarono al massimo.
Dark Souls 3 presentava alcune delle più grandi e brutali battaglie con i boss di tutti i tempi, con tecniche e set di mosse che potevano ucciderti se solo mettevi un piede fuori posto. Naturalmente, questo ci diede ancora più motivo per restare in corsa e imparare ogni angolo e recesso, solo per poter provare la pura soddisfazione dopo aver abbattuto ognuno di loro. Comunque, fu un viaggio davvero infernale, e uno che pianificammo di rivisitare quasi subito dopo esserne usciti.
2. Sekiro: Shadows Die Twice
Dopo essersi abituati un po’ troppo alla serie Souls, FromSoftware aveva bisogno di un cambiamento. Le impostazioni avevano bisogno di un restyling e tutte le epoche precedenti avevano bisogno di uno sfondo nuovo. Souls era fuori, Sekiro: Shadows Die Twice era dentro, grazie a Dio. Il resto, come sapete, è storia in corso di realizzazione. Ma, fedele alla formula FromSoftware, l’ingresso basato su shinobi mantenne il suo stile stupidamente difficile, tenendo lo studio inchiodato alla sua reputazione per produrre alcuni dei giochi più duri che abbiano mai onorato l’industria.
Sekiro era molte cose, naturalmente. Difficile, sì. Quasi troppo difficile, potreste dire. Ma con la sua storia carica di emozioni e la progressione del personaggio che si svolge, ci fece voler superare ogni ostacolo con la forza bruta, non importa quanto minaccioso fosse. E, come la maggior parte dei giochi sotto il martello FromSoftware, una volta che avevamo le tattiche giuste, diventò un assoluto piacere da giocare. È solo che, sapete, ci volle molto per raggiungere quel traguardo in cui iniziavamo a goderci veramente.
1. Bloodborne
Bloodborne è, naturalmente, il capolavoro di FromSoftware dell’ultimo decennio, senza alcuna esagerazione. E c’è un motivo per cui si è aggiudicato quasi ogni nomination ai The Game Awards nel 2015. Grazie al suo mondo ricco e immersivo, sebbene leggermente contaminato e gotico, il gioco catturò subito l’occhio della maggior parte dei fan nella stanza senza nemmeno dover mostrare il suo sistema di combattimento impeccabile.
Essendo un prodotto creato dalle mani di FromSoftware, naturalmente non avevamo bisogno di vedere il combattimento per sapere che sarebbe stato il punto di forza del gioco. E lo fu, insieme a tutta la sua miscela memorabile di creature e boss. L’impostazione, in tutta onestà, era solo una ciliegia su un dolce al cioccolato nero. Cosa possiamo dire? Il gioco era un capolavoro che ci ha catturato fin dall’inizio. È solo un peccato che ci abbia picchiato a sangue.
E tu, come li classificheresti? Facci sapere sui nostri social qui o nei commenti qui sotto.